Ventuno volumi. Ventuno casi. E Lisa Regan riesce ancora a sorprendermi. Non è una cosa scontata: chi legge thriller e gialli da anni lo sa bene. A un certo punto si sviluppa una specie di sesto senso per i colpevoli, per i plot twist, per le svolte narrative. Si inizia a leggere con un occhio diverso, più critico, meno ingenuo. Eppure ogni volta che penso di aver capito dove sta andando Regan, lei ribalta tutto. Con una naturalezza che fa quasi arrabbiare La serie e come funziona Ventuno volumi possono sembrare un ostacolo, e capisco chi si scoraggia davanti a una serie così lunga. Ma la struttura narrativa della Regan è pensata in modo intelligente: ogni libro è autoconclusivo sul caso principale, mentre la storia personale di Josie Quinn si dipana piano piano nel corso dei volumi, un pezzo alla volta. Non ci si perde, non ci si sente spaesati. Si può iniziare anche da un volume intermedio senza sentirsi tagliati fuori. Detto questo, se avete la possibilità di part...