Esistono libri che ti conquistano con la premessa e poi non riescono a mantenersi all'altezza di quello che promettono. Le macellaie di Rouen è uno di questi, e dirlo mi dispiace, perché l'idea di partenza aveva tutto per diventare qualcosa di memorabile. La storia Rouen, Francia. Anne decide di riaprire la macelleria del padre scomparso, un atto di coraggio e di riappropriazione in un quartiere che non ha nessuna intenzione di accoglierla a braccia aperte. Chiama Stacey, ex compagna di scuola, per aiutarla a modernizzare il negozio. Poi arriva Michele, emigrata dalla Guinea, che finisce dietro la cassa quasi per caso. Tre donne con storie diverse, background diversi, vite lontanissime tra loro. Ma con qualcosa di fondamentale in comune: hanno tutte attraversato il lato più oscuro della sopraffazione maschile. Abusi fisici, manipolazioni psicologiche, silenzi imposti. Ognuna a modo suo, ognuna con le proprie cicatrici. Il negozio decolla. Le clienti arrivano, il quartiere i...