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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Atalanta di Jennifer Saint: recensione e confronto tra i migliori retelling mitologici al femminile

Esiste un filo sottile che attraversa alcuni dei romanzi più belli degli ultimi anni: quello delle donne che la mitologia greca ha messo in secondo piano, quando non ha direttamente cancellato. Eroine, dee, regine, sacerdotesse: personaggi che nei testi originali compaiono come contorno agli eroi maschili, o peggio come ostacoli, e che oggi stanno finalmente trovando una voce propria grazie ad alcune autrici che stanno riscrivendo queste storie dal principio. Atalanta di Jennifer Saint è l'ultimo retelling che ho letto, e mi ha dato lo spunto per fare una riflessione più ampia su questo filone che amo profondamente. Atalanta: la storia Atalanta mi affascina da quando ho scoperto che è stata l'unica donna tra gli Argonauti: una presenza quasi sempre trascurata, anche nelle versioni più famose del mito. Jennifer Saint parte dall'inizio assoluto: una bambina abbandonata alla nascita dal padre che voleva un maschio, cresciuta da un'orsa insieme ai suoi cuccioli nei bo...

Leather & Lark di Brynne Weaver: recensione del secondo capitolo della Ruinous Love Trilogy

Leather & Lark di Brynne Weaver: recensione, trigger warning e marriage of convenience Affrontare il secondo libro di una trilogia che si ama è sempre un piccolo rischio. Butcher & Blackbird mi aveva conquistata su tutti i fronti, e arrivare a Leather & Lark con aspettative così alte poteva facilmente trasformarsi in una delusione. Invece Brynne Weaver ha fatto qualcosa di intelligente: non ha provato a replicare la stessa formula, ma ha spostato l'asse della narrazione, e il risultato funziona benissimo. Di cosa parla il libro La storia riprende esattamente da dove si era interrotta la prima, ma stavolta i riflettori sono puntati su Lachlan e Lark, finora personaggi di contorno nella vicenda di Rowan e Sloane. Scopriamo come si sono conosciuti davvero i due, mentre in parallelo qualcuno comincia a colpire le persone più vicine alla famiglia di Lark. Considerando il lavoro di "pulitore" di Lachlan e l'indole tutt'altro che pacifica di suo fratello Rowa...

La famiglia affidataria di Nicole Trope: recensione del domestic thriller che mi ha sorpresa

Lo confesso senza troppi giri di parole: le madri protagoniste dei domestic thriller, nella maggior parte dei casi, non le reggo.  Le trovo spesso scritte tutte uguali, vittime e basta o calcolatrici fino all'inverosimile, raramente persone vere. Per questo sono arrivata a La famiglia affidataria di Nicole Trope con un po' di scetticismo di troppo.  E invece Elizabeth, fin dalle prime pagine, ha mostrato qualcosa che raramente trovo in questo genere: del potenziale vero, una crepa di umanità che mi ha fatto venire voglia di continuare a leggere capitolo dopo capitolo. Di cosa parla il libro Elizabeth e suo marito Howard sono genitori affidatari da diversi anni, e l'ultimo arrivato in casa è Joe, cinque anni, che amano come fosse davvero loro.  I tre si trasferiscono per un periodo in una casa vacanze sulla costa, presa in affitto proprio di fronte a quella di Gordon: un ex insegnante in pensione che vive solo, con un giardino che ogni giorno si riempie di uccelli colo...

The Book of Accidents Chuck Wendig: recensione, trama e perché è la mia prima lettura a 5 stelle del 2026

  The Book of Accidents di Chuck Wendig: recensione, trama e perché è la mia prima lettura a 5 stelle del 2026 C'è qualcosa di speciale in quei libri che riesci a sentire già dalle prime pagine. Quella sensazione che ti dice questo non mi deluderà. Con The Book of Accidents è successo esattamente così: poche pagine e ho già saputo che sarebbe stata una lettura importante. E lo è stata. Prima lettura a 5 stelle del 2026, e sono abbastanza sicura che rimarrà uno dei libri più belli che leggerò quest'anno, e non solo. Un libro che ha trovato la sua forma Quello che trovo affascinante, ancora prima di entrare nella storia, è sapere che The Book of Accidents ha visto la luce solo alla terza stesura. Tre versioni prima di arrivare a quello che abbiamo tra le mani. E si sente, nel senso migliore possibile. C'è una precisione narrativa, un controllo del ritmo e della tensione, che non capita spesso. Wendig aveva qualcosa da dire e ha lavorato finché non ha trovato il modo giu...