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La famiglia affidataria di Nicole Trope: recensione del domestic thriller che mi ha sorpresa


Lo confesso senza troppi giri di parole: le madri protagoniste dei domestic thriller, nella maggior parte dei casi, non le reggo. 

Le trovo spesso scritte tutte uguali, vittime e basta o calcolatrici fino all'inverosimile, raramente persone vere. Per questo sono arrivata a La famiglia affidataria di Nicole Trope con un po' di scetticismo di troppo. 

E invece Elizabeth, fin dalle prime pagine, ha mostrato qualcosa che raramente trovo in questo genere: del potenziale vero, una crepa di umanità che mi ha fatto venire voglia di continuare a leggere capitolo dopo capitolo.

Di cosa parla il libro

Elizabeth e suo marito Howard sono genitori affidatari da diversi anni, e l'ultimo arrivato in casa è Joe, cinque anni, che amano come fosse davvero loro. 

I tre si trasferiscono per un periodo in una casa vacanze sulla costa, presa in affitto proprio di fronte a quella di Gordon: un ex insegnante in pensione che vive solo, con un giardino che ogni giorno si riempie di uccelli coloratissimi, dai cacatua ai lorichetti. 

La memoria di Gordon non è più affidabile come una volta, ma il suo istinto resta intatto: è lui il primo ad accorgersi che nella casa dei suoi vecchi amici Dawn e Louie, ora occupata da questa nuova famiglia, qualcosa non va.

Pochi giorni dopo l'arrivo, Joe scompare. Ed è da quel momento che il romanzo comincia a tirare i fili di una matassa di segreti che Elizabeth e Howard si portano dietro da anni, uno dopo l'altro, senza fretta ma senza mai un calo di ritmo.

I personaggi che restano addosso

Elizabeth è il vero centro della storia, e qui torno alla mia confessione iniziale: di solito le protagoniste madri di questo genere mi lasciano fredda, ma lei no. 

Si percepisce da subito che porta un peso specifico, qualcosa che va oltre la semplice ansia da genitore in affido, e l'autrice la costruisce con un'ambiguità che funziona benissimo: vuoi fidarti di lei, vuoi crederle, ma qualcosa ti tiene sempre un po' in sospeso. È esattamente il tipo di madre protagonista che vorrei vedere più spesso: non solo vittima, non solo colpevole, ma una persona scritta con sfumature reali.

Joe, con la sua passione per i supereroi e le ore passate a osservare gli uccelli dalla finestra, è il cuore emotivo del libro: la sua scomparsa pesa sul lettore esattamente quanto dovrebbe.

E poi c'è Gordon, che lo dico apertamente, è il personaggio che mi ha conquistata di più. Trope tratta l'invecchiamento e la perdita di memoria con una delicatezza che raramente trovo in un thriller: non lo usa come trucco di trama né come elemento patetico, ma gli restituisce dignità, frustrazione vera, lucidità a tratti spiazzante. È un anziano che la storia poteva facilmente lasciare ai margini, e invece diventa una delle voci più importanti del romanzo.

I temi, senza spoiler

Senza entrare nei dettagli che rovinerebbero la lettura, La famiglia affidataria affronta con mano leggera ma ferma alcuni temi pesanti: cosa significa essere genitori non per legame di sangue ma per scelta quotidiana, quanto possa essere fragile l'equilibrio di una famiglia che agli occhi di fuori sembra solida, e cosa si nasconde davvero dietro porte chiuse e sorrisi di circostanza. 

C'è spazio anche per riflettere su colpa e segreti che si portano avanti per anni, fino a quando smettono di essere sostenibili. Volutamente non vi dico di più: sono proprio questi nodi, scoperti pagina dopo pagina, il motore del libro.

Come è scritto

Uno dei punti di forza del romanzo è la struttura: capitoli brevi che cambiano punto di vista e soprattutto cambiano anche registro narrativo da personaggio a personaggio. Insieme a salti temporali che all'inizio sembrano frammentati ma che andando avanti si incastrano con precisione, questo rende la lettura molto più immersiva del solito: non stai solo seguendo una trama, stai abitando le teste di persone diverse.

In conclusione

Non sempre i domestic thriller mi convincono fino in fondo, ma questo sì, e Elizabeth è una delle ragioni principali. Ringrazio Bookouture Italia per la copia digitale in anteprima che mi ha permesso di leggerlo. 

Se cercate un thriller psicologico che scorre bene e lascia anche qualcosa addosso, è il momento giusto per recuperarlo.


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Un abbraccio e buona lettura!
Anny 📖🖤

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