Ci sono libri che arrivano con un’aura particolare, circondati da anni di discussioni, consigli, hype, citazioni, meme, recensioni entusiaste. Mexican Gothic è uno di quelli. Era nella mia lista da tempo, e finalmente è arrivato il momento di leggerlo. Quello che ho trovato è un romanzo che costruisce la sua atmosfera con lentezza, precisione e una cura quasi cinematografica. Un gotico che non si limita a evocare inquietudine, ma che la fa crescere pagina dopo pagina, fino a diventare parte integrante della storia. Una villa che respira, un Messico che osserva Siamo negli anni Cinquanta. Noemí, giovane donna brillante e testarda, viene mandata dal padre a High Place , una villa isolata sulle montagne, dopo aver ricevuto una lettera confusa e inquietante dalla cugina Catalina. Appena arrivata, Noemí percepisce che qualcosa non va: la casa è buia, silenziosa, soffocante; la famiglia Doyle è rigida, fredda, ossessivamente attenta alle regole; Catalina è pallida, spaventata, convinta che ...