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Murata Sayaka Parti e omicidi: recensione e analisi dei quattro racconti distopici

Ci sono autori che si leggono e si dimenticano.  E poi c'è Murata Sayaka: un'autrice che non si limita a raccontare storie, ma costruisce micro mondi in cui il reale si deforma quel tanto che basta per diventare rivelatore. La sua scrittura non consola, non intrattiene, non accompagna: scardina. Parti e omicidi è una raccolta di quattro racconti ambientati in un Giappone futuro ma riconoscibile. Un paese che sembra identico al nostro, finché non ti accorgi che le regole sociali sono cambiate. E non in modo spettacolare o fantascientifico: in modo plausibile, inquietante, quasi inevitabile. Murata lavora così: prende un elemento della società contemporanea, lo spinge di pochi centimetri oltre il limite, e ti costringe a guardare cosa succede quando la normalità si incrina. I quattro racconti: analisi senza spoiler 1. Parti e omicidi Il racconto più forte, più disturbante, più politico. Per risolvere il calo demografico, il governo introduce un sistema che premia chi po...