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Murata Sayaka Parti e omicidi: recensione e analisi dei quattro racconti distopici


Ci sono autori che si leggono e si dimenticano. 

E poi c'è Murata Sayaka: un'autrice che non si limita a raccontare storie, ma costruisce micro mondi in cui il reale si deforma quel tanto che basta per diventare rivelatore. La sua scrittura non consola, non intrattiene, non accompagna: scardina.

Parti e omicidi è una raccolta di quattro racconti ambientati in un Giappone futuro ma riconoscibile. Un paese che sembra identico al nostro, finché non ti accorgi che le regole sociali sono cambiate. E non in modo spettacolare o fantascientifico: in modo plausibile, inquietante, quasi inevitabile.

Murata lavora così: prende un elemento della società contemporanea, lo spinge di pochi centimetri oltre il limite, e ti costringe a guardare cosa succede quando la normalità si incrina.

I quattro racconti: analisi senza spoiler

1. Parti e omicidi

Il racconto più forte, più disturbante, più politico. Per risolvere il calo demografico, il governo introduce un sistema che premia chi porta a termine dieci gravidanze, uomini compresi, perché in questo futuro partoriscono entrambi. Il premio è un diritto agghiacciante: uccidere una persona a propria scelta.

Murata non usa mai toni moralistici. Non ti dice cosa pensare. Ti mette davanti a un mondo in cui la maternità è diventata un dovere civico, un atto sacro, un ruolo sociale che schiaccia l'individuo. Il ribaltamento che coinvolge gli uomini non è un espediente narrativo: è un modo per mostrare quanto la società sia selettiva nel decidere chi deve sacrificarsi e chi no. E quanto spesso la retorica della "gratitudine" verso chi partorisce sia un modo per nascondere la violenza strutturale dietro la celebrazione.

2. Triade

Qui Murata esplora la trasformazione delle relazioni. Le coppie tradizionali sono superate: la norma è la "troppia", una relazione a tre. Chi resta in coppia viene guardato con sospetto, come se fosse rimasto indietro rispetto all'evoluzione sociale.

È un racconto che parla di paura del diverso, conformismo travestito da progresso, sessualità repressa anche quando sembra liberata e pressione sociale che cambia forma ma non sostanza. Murata mostra come anche le nuove norme, quando diventano rigide, possano trasformarsi in gabbie.

3. Un matrimonio pulito

Il racconto più intimo e psicologico. Una coppia sposata decide di costruire una famiglia escludendo completamente il sesso dalla propria vita. Un matrimonio "pulito", dove corpo e sentimenti non si incontrano mai.

Murata non giudica. Non ironizza. Non patologizza. Si limita a osservare, e nel suo sguardo c'è tutto il disagio che il lettore prova nel vedere una relazione che funziona solo in superficie, mentre sotto si accumula una tensione silenziosa, quasi invisibile.

4. Ultimi momenti di vita

Il più breve, il più semplice, il più devastante. In un mondo in cui la morte è stata sconfitta, le persone scelgono comunque l'eutanasia volontaria. Non per disperazione, ma per una forma di stanchezza esistenziale che non ha nome.

È un racconto che parla di libertà assoluta, perdita di significato, depressione silenziosa e desiderio di finitezza in un mondo infinito. Murata suggerisce che eliminare la morte non elimina il dolore. Elimina solo il suo limite.

Cosa lascia questa raccolta

Con Murata Sayaka capisci tutto e niente. E probabilmente è proprio ciò che vuole: non spiegarti il mondo, ma farti sentire a disagio nel tuo.

Ogni racconto è uno specchio deformante della società contemporanea. Il grottesco non è mai gratuito: è un modo per mostrare quanto la realtà sia già, di per sé, assurda.

Ho dato 5 stelle non perché sia una lettura piacevole, ma perché certe opere non si valutano con i criteri tradizionali. Murata Sayaka non va capita: va assorbita. E bisogna lasciarle fare ciò che vuole fare.

Da dove iniziare con Murata Sayaka

Se questa raccolta vi incuriosisce ma non avete mai letto l'autrice, vi consiglio un percorso ragionato.



Il punto di partenza ideale è La ragazza del convenience store, il romanzo che l'ha resa famosa: accessibile, sottile, sorprendente. Una critica sociale che arriva senza fare rumore.



Poi I terrestri: più oscuro, più disturbante, più difficile da digerire, ma anche più potente. 

E solo dopo questi due sarete davvero pronti per Parti e omicidi. Forse 😄

E voi?

Conoscete già questa autrice? 
Se ho suscitato la vostra curiosità o avete già letto qualche suo libro, parliamone insieme nei commenti.


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Un abbraccio e buona lettura!
Anny 📖🖤


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